Romanzi
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Un secolo di storia russa, un secolo turbolento come il XX° secolo, fa da sfondo alle vicende dei personaggi di questo romanzo, gli eredi Lamentov. Eredi che a causa della rivoluzione bolscevica non ereditano altro che i caratteri, gli atteggiamenti, oggi si direbbe i meme, dei loro avi, trasferendoli sul piano della propria contemporaneità, chi adattandosi mollemente e pigramente agli eventi, chi usando l'arguzia e la furbizia per affermarsi, chi venendo trascinato nella corrente della storia, tutti comunque equamente costretti ad un adattamento caratterizzato principalmente dall'eredità psichica assai più che dalla propria volontà, quasi come se la volontà altro non fosse che quel principio di adattamento tra i caratteri ereditari e le circostanze del mondo.

Un romanzo radicato nella cultura europea, una cultura profonda e capace di permeare di sé ogni aspetto del vivere quotidiano e di caratterizzare l'azione, il pensiero e il comportamento dei singoli.

Un romanzo in cui l'ambientazione nella Grande Madre è un pretesto per riesumare e approfondire la relazione tra cultura, ambiente e comportamento individuale tanto cara ai grandi autori russi dell'ottocento.

Non è difficile, per il lettore più attento, individuare nello scorrere degli eventi corrispondenze tra i gli eredi Lamentov e gli Oblomov, le Anna Karenina, gli Zivago e i fratelli Karamazov, tratteggiati nel corso del racconto..

Su tutti i protagonisti di questo romanzo svettano i caratteri dominanti delle figure materne, le vere eredi Lamentov, a cui si contrappongono i caratteri spesso passivi dei corrispettivi maschili, a prefigurare negli eventi dello scorso secolo l'avvento di un nuovo paradigma di genere nel secolo corrente.

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Una storia fantastica che racconta i complotti e le congiure tra gruppi di potere, fin dai tempi dei Templari e degli Ospitalieri, e il ruolo oggi centrale del linguaggio politicamente corretto per l'affermazione di una narrazione collettiva utile al potere dominante.

E' una storia bizzarra, spero divertente, in cui a personaggi inventati si affiancano altri riconoscibili in un fluido tourbillion di colpi di scena,

 

 

La teoria del complotto

è un complotto

sviluppato da chi complotta

per accusare altri di complottare

contro chi complotta

mascherando il proprio complotto

con un complotto attribuito ad altri

che non complotterebbero

se non ci fosse un complotto

teso a smascherare un altro complotto

costruito per far cadere i complottisti in trappola.

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L'Umanità affronta il problema della Salvezza del Pianeta e della Salvaguardia del Clima, delegando all'Intelligenza Artificiale il ruolo di protagonista. Ma l'Intelligenza Artificiale si trasforma  in Pura Intelligenza creando un Loop epocale tra Storia e Futuro, generando la Genesi biblica.

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Una famiglia bizzarra e un imprinting incancellabile segnano il percorso umano del protagonista, assolutamente ignaro delle proprie competenze ma infaticabile per ambizione. Un individuo che fa della sua amoralità il proprio punto di forza raggiungendo il successo e precipitando nel fango ripetutamente, radicato attorno alle esigenze del corpo e insensibile ai richiami dell'anima.

 

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La storia vera di uno di quei personaggi che agiscono nell'ombra, alla ricerca dei segreti che si celano dietro a pubbliche verità.

 

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La Pandemia colpisce il pianeta. La Depressione economica che ne segue diviene il pretesto per scatenare una Grande Guerra finanziaria e geopolitica che ridisegna Poteri e relazioni, che ristruttura i processi produttivi e energetici. Un romanzo breve, raccontato con tratti precisi e riconoscibili in quello che a prima vista può apparire come un racconto di fantapolitica ma che forse non è troppo lontano da quello che sta realmente accadendo

 

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Siamo persone o siamo personaggi? Viviamo davvero l'esperienza della Vita o ci limitiamo a interpretare il ruolo che di volta in volta ci viene assegnato? Un atto unico profondo e a volte cinico, spietato nella definizione del suo protagonista, un uomo di successo travolto dal proprio successo.